Nautica
 
 

Non si parla quasi mai di barche a GPL, eppure è una soluzione del tutto percorribile e anzi già avviata in molti paesi d'Europa. Grazie all’uso del GPL marino i motori delle imbarcazioni riducono le emissioni inquinanti del 20 % in aria e dell’ 80 % in acqua, senza contare tutto l'inquinamento "collaterale" dovuto a perdite di carburante, spurghi, lavaggio "selvaggio" dei serbatoi, naufragi, etc. Oltre all'aspetto ecologico, che ben si coniugherebbe con l'ambiente marino, evitando tutti quei rischi e quei fattori di inquinamento dovuti al carburante, anche dal punto di vista pratico dovrebbe essere una soluzione ideale per il diporto: i distributori di carburante nei porti sono chiaramente molto meno numerosi rispetto a quelli "stradali", e non sarebbe un'impresa colossale attrezzarne almeno buona parte con gli impianti GPL.

A differenza del settore automobilistico, la nautica su questo aspetto avrebbe peraltro il grande vantaggio che le barche per forza di cose stanno quasi sempre all'aperto, annullando quasi totalmente il rischio di esplosioni che per le vetture è costituito dal rimessaggio in box o fondi di edifici chiusi e quindi ad alto rischio di "saturazione". D'altra parte il pieno di GPL consentirebbe autonomie maggiori, a tutto vantaggio dell'armatore, che sarebbe soggetto a meno rifornimento e avrebbe tutto il tempo di organizzarsi per tempo. Una maggiore autonomia, forse, consentirebbe anche la riduzione delle richieste di soccorso per esaurimento di carburante, che rappresentano ancora oggi uno dei maggiori motivi per le quali le barche rimangono "in panne" in mezzo al mare; un'eventualità che oltre a rappresentare un costo e un "fastidio" costituisce un serio rischio per la sicurezza. Oltre ad ecologia, risparmio, e maggiore autonomia, si eviterebbe anche il "disgusto" ed il disappunto che proviamo spesso nel trovarsi costretti a respirare i fumi e la puzza di un motore appena acceso, magari nel bel mezzo di una rada isolata mentre assaporiamo i profumi ed i sapori della natura!

Purtroppo c'è da dire che il beneficio economico, che infondo è quello che spinge l'implementazione delle tecnologie, sulla nautica non è forse così rilevante, se pensiamo che infondo chi possiede imbarcazioni di grandi dimensioni non ha certo il problema dei costi di utilizzo, ed il piccolo armatore, che usa la barca pochi giorni all'anno e non necessariamente utilizzando il motore (es. barche a vela), non risparmierebbe cifre notevoli. Anche i nuovi motori a scoppio, sempre più "green", di certo non aiutano lo sviluppo del GPL.

In Italia, come spesso succede, non c'è ancora una normativa adeguata che consenta lo sviluppo di questa alternativa, soprattutto per l'eccessiva burocrazia per la realizzazione di infrastrutture di rifornimento adeguate. Anche in Italia esistono comunque già da qualche anno stazioni gpl marine; la prima è stata realizzata gia' nel 2010 nell'isola di Santa Marta, a Venezia, altre sono seguite in diversi porti, ma rimangono comunque realtà limitate rispetto ad altri Paesi, Francia fra tutti.

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